Il Karate-Do è una disciplina pluridimensionale che consente, attraverso l’addestramento della tecnica, di mettere in causa il nostro rapporto con i nostri stessi gesti e in senso lato con il nostro corpo, permettendo così di cogliere la nostra esistenza come una totalità.
L’obbiettivo non è solo perfezionamento della tecnica, ma è soprattutto quello di esercitare mente e corpo per coltivare il carattere, migliorare la capacità di giudizio e formare individui di valore (Budo).
Il Karate è di fatto un metodo di combattimento a mano nuda in grado di esprimere grande efficacia, ottenuta attraverso tecniche di difesa (Goshin-jutsu) e lo sviluppo progressivo dell’energia interiore (Ki) in uno stato di assoluta imperturbabilità (Zanshin). In questa disciplina lo stato mentale è di fondamentale importanza e da esso dipende la vera efficacia e il vero senso della tecnica: “non vincere dopo aver colpito, ma colpisci dopo aver vinto”.
L’addestramento e la ricerca del perfezionamento sia fisico che mentale sono basilari ed evidenziano la pluridimensionalità del Karate che si esprime nel concetto di “Do” (via o cammino nel senso etico e morale). Nel Karate-Goshin-Do si identifica dunque “la via della difesa dell’uomo a mani nude”, che tuttavia trova senso solo in relazione con lo sviluppo della persona nella sua totalità.

Tecniche di combattimento-origini: il Karate comporta elementi tecnici antichissimi, in cui si mescolano tradizioni cinesi e giapponesi, fuse in un metodo di combattimento che risponde alle condizioni di vita degli abitanti di Okinawa. Nel corso della storia di quello che divenne poi il Karate, vi fu la trasmissione di un insegnamento tradizionale e una ristrutturazione progressiva in funzione dell’esperienza e delle conoscenze dei vari maestri. Le arti marziali hanno di fatto origini antiche: nell’anno 520 d.C il monaco indiano Bodhidharma giunse in Cina per diffondervi la dottrina del Budda ed esercitò una grande influenza sulle forme di combattimento a mano nuda cinesi. Egli impartì un metodo chiamato Ekkinkyo che comprendeva un addestramento fisico che univa la pratica di diversi movimenti con l’esercizio della respirazione. Lo scopo era duplice: acquisire forma fisica e raggiunger l’unione dello spirito e del corpo. In una fase travagliata della Cina, il metodo Ekkinkyo fu usato per necessità come metodo di combattimento e successivamente venne considerato il fondamento del Sao lin su Kempo, arte marziale che poi si diffuse in tutta la Cina per arrivare infine ad Okinawa.
Un’analoga concezione delle arti marziali basata sull’inseparabilità tra corpo e spirito ovvero il concetto secondo cui l’arte marziale può essere un sentiero che conduce alla perfezione, venne comunque ampiamente sviluppata anche dai guerrieri giapponesi. G. Funakoshi introdusse questa concezione dapprima nell’Okinawa-te, metodo di combattimento di Okinawa che divenne poi il Karate-Do.

 
 
 

20811 CESANO MADERNO -MB- P.zza E. Formenti, 60 (Cassina Savina) - c/o palestra scuola elementare - Tel. 329.6422540 - karate@olympiagoshindo.it